Comic-Con 2013: Robocop, il reboot

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Si sta discutendo molto di questa moda del reboot. Ormai è chiaro come Christopher Nolan e il suo Batman Begins, uscito ben otto anni fa, abbiano cambiato tutto. Quello splendido film ha dimostrato che un franchise stuprato (in quel caso da due porcate a firma Joel Schumacher), morto e sepolto, può resuscitare ed essere “riavviato”, magari partendo da presupposti ed ambientazioni diverse.

Tra i tanti reboot che in futuro invaderanno le nostre sale cinematografiche, RoboCop è uno dei più interessanti. Il primo film, colpo di genio datato 1987 di un Paul Verhoeven appena sbarcato negli USA e suo primo film di fantascienza in assoluto, è una perla assoluta entrata di diritto nella storia del cinema sci-fi. Cupo, violento, spettacolare: ci voleva un regista olandese appena sbarcato in America per gettare, attraverso gli occhi di un poliziotto (Alex Murphy, interpretato da un impressionante Peter Weller) barbaramente ucciso e poi “resuscitato” come agente di polizia cyborg, uno sguardo imparziale e critico verso una società a stelle e strisce lentamente ma inesorabilmente avviata verso l’essere schiacciata dal potere delle multinazionali e, quindi, della moneta sonante.

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Durante l’ultima e chiacchieratissima edizione del Comic-Con di San Diego, nella giornata di venerdì 19 è stato presentato al pubblico il reboot del film in uscita il 7 febbraio 2014. Prodotto dalla Sony Pictures e diretto dal giovane e talentuoso regista brasiliano Josè Padilha (Tropa De Elite), il film è stato oggetto di discussione assieme a buona parte del cast (Joel Kinnaman, il nuovo RoboCop, e poi Abbie Cornish, Michael Keaton e Samuel Jackson; assente invece Gary Oldman) e al regista stesso.

Lo stesso Padilha ha spiegato come la pellicola si discosti moltissimo dall’originale, pur cercando di mantenerne lo spirito originario: il “nuovo” Alex Murphy questa volta sarà “sviscerato” molto di più prima della “trasformazione” nel cyborg poliziotto più famoso di sempre. Lo vedremo impegnarsi sul lavoro, interagire con la propria famiglia (nel ruolo della moglie Clara, e non più Ellen, Murphy troviamo la bellissima e talentuosa Abbie Cornish – Limitless – ), lavorare sulle strade di una marcia Detroit rischiando la vita tutti i giorni. Contemporaneamente, vedremo una spietata multinazionale, la Omnicorp (“aggiornamento” della vecchia OCP del primo film), impegnarsi a far sì che il Congresso approvi l’utilizzo di droni militari anche nelle città americane, e non solo all’estero, per mantenere l’ordine.

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E qui arriva l’idea chiave del film: come convincerlo? Raymond Sellars, CEO della Omnicorp (interpretato da Michael Keaton) sembra avere l’idea giusta: interfacciando la macchina con l’essere umano. Da qui nasce RoboCop, cyborg che sotto la maschera nera con visore rosso (non più grigio metallico come nella pellicola originale) nasconde il viso e il cervello del povero Alex Murphy, ridotto in fin di vita dopo un brutale attentato. Perfetto viatico per lanciare un film che, a detta dello stesso Padilha e del protagonista Joel Kinnaman (i più appassionati di serie tv tra di voi lo conosceranno per il ruolo di Stephen Holder nello splendido serial americano “The Killing”), utilizzerà l’unione umano-macchina come pretesto per esplorare e sviscerare la natura umana: come reagirebbe un uomo se privato del proprio corpo? Come cambierebbe il suo rapporto con le persone che ama? Quanto sarebbe prevalente il lato tecnologico su quello umano?

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Tornando al panel allestito per il Comic-Con, i contributi mostrati al pubblico presente sono stati due: per prima, una clip ambientata a Teheran, dove una troupe televisiva, collegata a Detroit con il giornalista Pat Novak (Samuel Jackson), assiste all’uccisione di un bambino da parte di una squadra di droidi della Omnicorp (tra i quali un upgrade del mitico ED-209 del primo film e l’umanoide EM-208, vedi il sito virale appena aggiornato www.omnicorp.com). Poi è stato proiettato il trailer della pellicola, descritto dai presenti come intenso e molto spettacolare (è stato apprezzato in particolare l’utilizzo della CGI, molto convincente).

Un paio gli omaggi alla pellicola di Verhoeven (il costume originale viene mostrato durante la lavorazione del cyborg, ma poi Sellars opta per il look total black che vedremo nel film), tra i quali la leggendaria frase “Dead or alive, you’re comin’ with me”.

Non resta adesso che attendere la pubblicazione del trailer ufficiale per farsi una migliore idea di cosa ci aspetta, anche se le premesse sembrano essere molto positive e le reazioni durante il panel sono state piuttosto convinte. Vedremo, quindi, se RoboCop avrà finalmente il trattamento che merita, dopo due sequel cinematografici che ne hanno distrutto ed umiliato il potenziale.

Ai posteri (ma soprattutto al box office) l’ardua sentenza.

One thought on “Comic-Con 2013: Robocop, il reboot

  1. siuro pompato on said:

    un reboot di robocop?
    non sono molto convinto di questi remake…a volte fanno piu schifo dell’originale…
    speriamo in bene per questo reboot su robocop.
    devo spezzare una lancia in favore di robocop 2, anche se non è piaciuto a molti, la sceneggiatura originale era di frank miller. è stata edulcorata dai produttori in quanto era ritenuta troppo dura e cruda.
    quindi il 2° film è uscito con molte modifiche. la sceneggiatura originale di miller è stata usata in un fumetto sempre su robocop così da rendere l’idea di come il 2° film avrebbe dovuto essere….

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